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Varietà Ambarabà … il meglio

Come da calendario prefissato, nelle serate del 3 e 4 giugno 2011, i ragazzi dell’Associazione Culturale "Crescere Insieme" hanno portato in scena lo spettacolo preparato per suggellare i loro quindici anni di formazione teatrale e cabarettistica. Il pubblico presente, entusiasta, ha confermato, con la sua attiva partecipazione emotiva, la preparazione e l’abilità degli attori nel rappresentare, di volta in volta, il ruolo ad essi attribuito.

Nella simpatica e stravagante carrellata degli sketch dialettali più significativi, da evidenziare in modo particolare la scena del profugo tunisino, rifugiatosi presso un’abitazione del luogo, accolto come dono miracoloso da parte di una madre, la cui figlia, ormai trentacinquenne, non si era ancora sposata.

Dopo varie peripezie, la donna convince la figlia a prenderlo come marito, mettendo in risalto caratteristiche fisiche e psicologiche di cui l’uomo non dispone, cercando addirittura di sottrarlo alla ricerca di due carabinieri giunti presso l’abitazione appena compreso che l’extracomunitario è sfuggito alle regolari procedure di rimpatrio mediante matrimonio.

Il lieto fine, dipanandosi sulle "distrazioni" dei due appuntati, intenzionalmente raggirati dalla padrona di casa nell’offrire loro cibo e vino, permettendo ai due sposini di partire per il viaggio di nozze, ci testimonia indubbiamente un comportamento di accettazione del diverso in un momento particolare della nostra realtà quotidiana, contraddistinto dai tristi avvenimenti dei "viaggi della morte" intrapresi dai profughi africani, che toccano il nostro territorio non solo fisicamente, ma smuovono soprattutto la coscienza di ognuno di noi e ci inducono ad un approccio inconsueto rispetto a quanto ci accade attorno.

La serata, conclusasi con il Charlestone, ballo di gruppo preparato ed espresso simpaticamente dagli stessi ragazzi, ha voluto pienamente dimostrare la coesione di persone che, nonostante gli impegni familiari e quotidiani di lavoro, riescono a ritagliarsi piccoli ma grandi momenti da valorizzare, finalizzandoli ad un lavoro creativo che offre la possibilità di un superamento individuale a favore della validità collettiva, attraverso un genere comunicativo che supera la parola stessa e che raccoglie in sé altre modalità espressive, compresa la mimica e la sperimentazione della propria parte fisica e psicologica all’interno di uno spazio teatrale "finto", ma fortemente veritiero.

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