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Metti una Sera a Cena…

Passeggiando sul Lungomare di Pantelleria, decidiamo, senza alcuna precedente programmazione, di concederci una cena presso il ristorante più vicino, escludendo la consueta pizza. Di comune accordo, ci orientiamo verso il ristorante Acquamarina, incuriositi dal recente restyling del locale, nonché del rinnovato staff.

Veniamo accolti dal sorriso del titolare, Giovanni Bonomo, in un ambiente che ci appare fin da subito ricco di luce, di essenzialità raffinata e di grande familiarità. Ci affidiamo fiduciosamente ai consigli del cameriere sulla scelta del menù, con un’entrée dal gusto tutto da scoprire; una composizione d’ingredienti contrastanti al solo immaginarli singolarmente, ma di grande effetto sul palato in questa sperimentazione del tutto inattendibile: cubetti di pera al basilico e ricotta con paté di capperi, irrorati di brandy e aceto balsamico.

Divergenti nella scelta dell’antipasto, ci accostiamo a due opposte fazioni, mare e terra: polipo saporito ed alici farcite con ricotta contornate di caponata, grigliata di panelle e peperoni gratinati contro un sandwich piramidale di melanzane alla pantesca alternate a pomodoro, basilico e tumma e attorniate da olive nere. La sorpresa più sgargiante ci è stata però regalata dalle mezzelune di ricotta e carciofi in salsa di zucche e gamberi, ravioli dal sapore impareggiabile, frutto di una sperimentazione gastronomica che non tralascia però per questo la nostra tradizione, ma tende piuttosto ad esaltarla attraverso un’innovazione dai risultati ragguardevoli.

Consumato poi un delicato pesce spada preparato, come da tradizione, ai ferri con salmoriglio, e conclusa la cena con un particolarissimo semifreddo al pistacchio, chiediamo informazioni sul cuoco, che non tarda ad arrivare presso il nostro tavolo, mettendosi a disposizione delle nostre curiosità, forse un po’ troppo "invadenti", ma che producono in lui particolare compiacimento. Con grande stupore, scopriamo che si tratta di un ragazzo pantesco, Alessandro Bonomo, poco più che trentenne, inseritosi nel mondo culinario fin dall’età di quattordici anni, frequentando e conseguendo la specializzazione presso la scuola alberghiera di Trapani ed arricchendo la sua formazione lavorando presso diversi ristoranti a Roma, nonché allargando il proprio campo d’azione accogliendo nuove sfide ed acquisendo stimolanti traguardi in Spagna, per oltre tre anni, continuando, nello stesso tempo, a mantenere viva la sua passione in stage formativi in Tunisia, a Malta e presso importanti pasticcerie siciliane, per riapprodare finalmente sulla sua isola, dopo sedici anni di convincente formazione.

Nel salutare tutti ringraziando per l’impensata serata, le nostre conclusive considerazioni si riallacciano all’approvazione della coraggiosa intraprendenza di tutti coloro che, in questo specifico campo, come del resto in ogni ambito, risultano essere innovativi, ma senza rinnegare, nello stesso tempo, la propria tradizione di appartenenza, con la lucida consapevolezza che in un mondo in continua evoluzione, caratterizzato dall’incontro e dallo scambio reciproco fra culture, anche l’arte della cucina deve necessariamente aprirsi e combinarsi al nuovo, dando vita ad una comunicazione e ad una conoscenza altra, intrise di sapori ed odori che ci riconducono alle nostre origini.

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